mercoledì 15 aprile 2020

Addio alle armi; recensione.

Un romanzo di Ernest Hemingway.


Parzialmente autobiografico nel rendere la vita da campo sul fronte, le battaglie, le ritirate e le città che s'incontrano nel romanzo.
Tutto è permeato da un'aria antica che riconduce perfettamente agli anni dieci e quasi venti.
Finale triste e in linea con il romanzo.

venerdì 3 aprile 2020

La compagnia dell'anello, di J.R.R. Tolkien.


Un romanzo prolisso. Ma in questo caso è un bene, perché l'intero lavoro si regge sui dialoghi lunghi articolati e sulle descrizioni più che affascinanti.
Quasi totalmente diverso dai film, perché rappresentare il libro nella sua integrità avrebbe significato produrre delle pellicole soporifere per il pubblico medio.
L'opinione finale è che il romanzo è leggermente invecchiato male ma vale la lettura senza ombra di dubbio.

mercoledì 1 aprile 2020

Il capitano è fuori a pranzo; recensione.

Il capitano è fuori a pranzo, di Charles Bukowski.


Un romanzo che non è un romanzo. Neanche una raccolta di racconti. Sono le memorie, uscite postume, di Hank.
Lungo circa centotrenta pagine e nettamente meno irriverente e sagace di qualsiasi altro lavoro (non postumo) di Bukowski/Hank.
Charles racconta delle corse dei cavalli, dei cretini che incontra, di una serie televisva che finisce per rifiutare, tra una sbronza di vino e l'altra (ricordiamo che la moglia Linda gli impedì di continuare a bere superalcolici). Un libro assolutamente non indipensabile, soprattutto per chi si avvicina per la prima volta a questo scrittore. Ma se uno è un fanatico, allora può permettersi di comprarlo e dargli una letta. Se non altro per affetto nei confronti di Bukowski.

venerdì 30 agosto 2019

Novembre d'Aprile; recensione.

Romanzo di una allora giovane autrice toscana.



La scrittura scorre fluida, ma sono presenti degli errori nella grammatica. Alcuni sono funzionali alla storia perché l'autrice racconta una sorta di diario; altri, come le virgole, sono sfuggiti ad una correzione bozze.
La storia è semplice: la vita a Firenze e Marsiglia di una giovane ragazza dedita agli stupefacenti, quasi per caso; per gioco. L'incontro con Damien e da lì lo sprofondare nella tossicodipendenza. Sempre lucida, però: perché a parte alcuni passaggi allucinati non l'ho mai vista, nel romanzo, ridursi come il propotito di tossico alla Trainspotting. 
L'infanzia, la giovinezza con la sua tossicodipendenza e qualche amore andato a male nell'immediato o sul lungo termine. Il sogno di diventare adulta ma intraprendendo le strade sbagliate e le speranze di una ventenne. Troverete questo nel romanzo, ormai irreperibile.


venerdì 2 agosto 2019

In finale di Lettura.

La paranza dei bambini (Saviano, pp. 345); Novembre d'Aprile (Chiara Cat, pp. 155).


- Sangue, cervella e cocaina per dei ragazzini a malapena in grado di portare un motorino. Per il gusto di partecipare alla vita criminale con tutti i relativi comfort.
Locali bianchi sulla spiaggia e improbabili personaggi già ai margini in giovane età o vecchi rottami usati come paravento e da mandare in galera.

- L'autobiografia di Chiara Cat. Ho ordinato una copia all'editore che, solerte, mi ha stampato in print on demand una copia del libro. Al prezzo di 20,90 euro. Un romanzo che avrebbe meritato sorte diversa. Quando la conobbi la scrittrice era lei; ora lo sono io e persevero nel sottoporre le mie opere a editori e a volte ricevo proposte di contratto, nonostante faccia di tutto per sabotarmi perché borderline. Sono circa a pagina quaranta; ne ho aperta una a caso e ho letto un termine utilizzato per una droga pesante, e mi sono sentito spaventato. Ho sentito il sangue ribollire. 

Prossimamente la recensione completa di quest'ultimo testo.

lunedì 24 dicembre 2018

ZeroZeroZero; recensione.

ZeroZeroZero di Roberto Saviano. Feltrinelli editore. Il narcotraffico e le sue miserie.


Saviano racconta e analizza una lunga serie di fatti ed eventi legati al narcotraffico internazionale. Non mancheranno digressioni relative alla mafia russa e italiana e ai corpi di combattenti dediti alla lotta ai cartelli, che a volte ne rimangono invischiati.
L'opera manca di una struttura ed è semplicemente un romanzo di inchiesta scritto con il talento di un romanziere. Senza un fine apparente, ma rimane un'ottima lettura.

martedì 23 ottobre 2018

Il giorno della civetta; recensione.

Un romanzo di Leonardo Sciascia (pubblicato nel 1961).


 Un romanzo semplice. Scritto alla perfezione ma semplice. Non asettico; esprime dei sentimenti e i dialoghi sono quasi sempre scritti con cervello ma di getto; scritti con furbizia.
La trama altro non è che lo svolgimento di un'indagine e il relativo interrogatorio. Come scritto dallo stesso autore le sevizie compiute dai carabinieri e le ingiurie ai politici sono state taglite in quanto sarebbe potuto essere indagato per vilipendio.
Il romanzo è breve, quasi un racconto lungo, e racconta con semplicità la lotta alla mafia quando ancora non era stata riconosciuta.

Un'opera da leggere.